I miei libri


mercoledì 22 marzo 2017

Leggi Universali: Estratti da "Dreamology" di Lucy Keating

Carissimi astronauti,
torno a parlarvi di uno dei libri che ho letto ultimamente e che ha fatto breccia nel mio cuore.
Dopo averlo recensito (QUI) e averlo citato anche durante la rubrica settimanale di "5 Cose Che..." (5 Personaggi di cui vorrei leggere uno spin-off, QUI), mi mancava solo d'inserire "Dreamology" in questa rubrica!

Rubrica dedicata agli estratti
Letture significative che vanno oltre la letteratura d'evasione

Non mi aspettavo che questo romance a sfondo fantastico contenesse anche delle interessanti nozioni sul funzionamento del cervello e la psicanalisi; quando i dettagli "tecnici" del nostro corpo umano hanno dei risvolti emotivi non si può che parlare di Leggi Universali, no? ;)




Il primo estratto che vi propongo riguarda l'effetto che l'amore provoca sul cervello: l'ho trovato affascinante e tenero, perché l'esperto di questo muscolo è il padre della protagonista, e questo è il suo tentativo di consolarla.





«Quando sei innamorato, nel tuo cervello c'è un afflusso di dopamina. Lo stesso effetto che si produce nelle persone quando assumono droga. In sostanza soffri di una dipendenza. Ma quando ti portano via l'amore, cioè la persona che ti crea dipendenza, tu elabori l'accaduto nella stessa parte del cervello che ti dice che ti sei bruciato o rotto un osso o graffiato la pelle. Perciò quello che sto cercando di dirti, pulce, è che non devi preoccuparti. "Mal di cuore" non è solo un'espressione in uso. Ha una base
scientifica. Quindi non devi star male perché ti manca. E' assolutamente normale.
Ma tutte le ossa rotte o le scottature o i problemi di cuore... alla fine guariscono».






L'estratto successivo che ho selezionato riguarda invece il tema dell'attaccamento. Il dibattito si svolge durante una lezione scolastica: il professore fa una domanda, e la protagonista Alice risponde condividendo un'interessante teoria, ed evidenziando, così, anche le sue ferite emotive.
In questo estratto si può notare anche l'ironia di cui è dotata la protagonista.





«[...] Bowlby riteneva che le primissime esperienze vissute durante l'infanzia avessero un'influenza determinante sul nostro sviluppo e sul nostro comportamento nel corso della vita. Okay? E che i nostri diversi stili di attaccamento vengono stabiliti dalla relazione tra il bambino e la persona che si prende cura di lui, o, per dirla in termini più semplici, dalla relazione con i nostri genitori. Vi torna?»
Annuisco e per un attimo mi domando cosa succede se la relazione bambino-persona che si prende cura di lui a malapena esiste. Se tua mamma si è trasferita dall'altro capo del mondo e tu trascorri quasi tutti i tuoi pomeriggi a vestire il tuo bulldog in sovrappeso con un tutù fingendo di intervistarlo per Oprah.
«Qualcuno di voi sa dirmi perché formiamo questi legami precoci fin dall'inizio? A quale scopo ci servono?», chiede Levy. Alla sua domanda segue il silenzio.
«Per sopravvivere», rispondo senza alzare la mano.
Max si muove sulla sedia, ma senza voltarsi. Levy sembra piacevolmente colpito. «Esatto, Alice», dice. «Hai voglia di approfondire l'argomento?»
«Okay», dico sentendomi all'improvviso un po' a disagio. «Voglio dire, è piuttosto ovvio, giusto? Quando nasciamo siamo degli esserini minuscoli, incapaci di fare alcunché da soli.
Così abbiamo bisogno di qualcuno che faccia tutto al posto nostro. L'attaccamento a  un'altra persona ci rassicura sul fatto che saremo sempre intimamente legati a
qualcuno che è in grado di farlo. Che veglierà sulla nostra sopravvivenza»




Continuiamo ad analizzare i comportamenti umani con quest'altro breve estratto sulle nostre reazioni spontanee davanti a determinate situazioni.





Nei momenti di massimo stress o in occasioni di traumi, gli esseri umani di ogni età ricorrono alla posizione fetale, perché è un modo istintivo di proteggere tutti gli organi vitali e perché ci ricorda il luogo più sicuro da cui tutti
noi proveniamo: il grembo materno.






Per finire, vi consiglio di leggere questo passo SOLO se avete già letto il libro: si trova tra le ultime pagine e riguarda la consapevolezza di Alice, la sua maturità; il momento in cui comprende che non deve più attaccarsi ai sogni.
Riprendo l'estratto a partire dalle ultime righe dell'e-mail di sua madre.





"[...] Continua a impegnarti a fondo a scuola, ti tornerà utile. Ma più di ogni altra cosa, non avere paura di inseguire i tuoi sogni, Alice. D'altro canto, sono tutto ciò che abbiamo. Cosa saremmo senza i nostri sogni?
Con affetto
Mamma"
Resto a fissare le ultime due frasi, lasciando ricadere sul fianco la mano che impugna il cellulare. I sogni sono tutto ciò che abbiamo? Mi acciglio. No, mamma, non sono tutto ciò che abbiamo. Abbiamo ben più di questo. Abbiamo gli amici e le persone che contano per noi,
persone reali, e, di conseguenza, ciò che facciamo ha importanza per loro. Contano su di noi.
Ameno è così per me.






Non so se l'ultimo estratto rende altrettanto bene, preso da solo! Vi consiglio di leggere il libro per capire la profondità di questo discorso.

Cosa ne pensate di questi estratti?
Qual'è il vostro passo preferito?
Pensate anche voi che tra questi concetti siano racchiuse delle Leggi Universali? ;)
Fatemi sapere nei commenti!




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