mercoledì 18 luglio 2012

Premio Net-Parade!

Un post veloce per comunicare che "Universi Incantati" si è aggiudicato un nuovo award da Net-Parade:

siti

Ecco le specifiche:


Yuppy!

giovedì 12 luglio 2012

Recensione "L'Emblema del Drago - Cronaca Prima" di Martino Vecchi (Artestampa)



Mezzelfo? No, è un mezzodrago!

"Era una notte buia e tempestosa... questa celebre frase di Edward Bulwer-Lytton viene automatica per ricordare l'inizio del romanzo fantasy di Martino Vecchi; tutto comincia in una notte di tempesta, quando nelle acque dell'isola di Telmagar si consuma un naufragio e lo sguardo della draghessa Tylieg incontra quello disperato di una donna che stringe il figlio, un neonato ormai prossimo ad affondare insieme a lei. Presa dalla compassione, Tylieg recupera il neonato e lo porta al Nido Celato per consultarsi con gli altri draghi dell'isola: le condizioni del piccolo sono estreme e sembra non riuscirà a passare la notte, tuttavia esiste una possibilità di salvezza nell'utilizzo della sacra Pietradrago, dono del Sire Opalescente Vydlogar - il nobile dragone del mondo di Adeimos - che racchiude il suo potere e ha il peso di un compito preciso, quello di riunire draghi e uomini in un'epoca di pace. Incastonata nel cuore del piccolo, la Pietradrago lo salva, ma un giorno si risveglia totalmente per richiamare il giovane uomo a svolgere il compito a cui è destinata: sedici anni dopo, infatti, Magoran deve fare i conti con quel fato imprevedibile, e solo allora comprende il vero motivo per cui il maestro drago Ashnard gli ha trasmesso il suo sapere riguardo il popolo dei draghi unitamente a quello degli uomini, ma d'altra parte è ansioso di ricongiungersi a quelli della sua razza, nonostante l'affetto per coloro che lo hanno allevato, prima fra tutti la madre adottiva, la draghessa Nafaeran.
Nella Foresta Costiera, mentre Magoran fa il suo primo ingresso nella terra degli uomini, una giovane maga runica di nome Myril assiste allo sterminio della gente del suo Ordine, i Werga, il Signore dei Demoni mira, infatti, a spezzare il Sigillo Imperituro per tornare su Adeimos, liberando i seguaci e portando caos e distruzione; come ultima rappresentante dei Werga, Myril riceve dal maestro Hades il suo Bordone Magno e diventa l'improvvisa speranza di salvezza per contrastare i piani dei demoni. Accompagnata dal fido famiglio Zogma, Myril incontra Magoran, e i due, insieme ad altri valorosi rappresentanti delle varie razze di Adeimos, partiranno per un lungo viaggio che li condurrà dinanzi alla Suprema Triade Elfica, e solo allora la missione acquisterà un nuovo senso...

Questo corposo romanzo (480 pagine circa) si divide in cinque parti dove la prima è una lunga introduzione a Magoran e la sua vita coi draghi sull'isola di Telmagar; inutile dire che mi ha preso subito, visto il mio amore per i draghi, tanto più che Magoran mi ha ricordato Mowgli de "Il libro della Giungla", solo che, a differenza del celebre film Disney, i draghi sono ben consapevoli che Magoran dovrà tornare tra i suoi simili e s'impegnano perché ciò accada, soffrendo comunque per la separazione.
Buoni sentimenti e commozione si allontanano appena entriamo nella seconda parte del romanzo, dove l'idilliaca ambientazione di Telmagar viene sostituita dalla cruda realtà della Foresta Costiera: tragici eventi vedono protagonista Myril, così che tra la pacifica isola dei draghi e la tormentata terra degli uomini, continente ora preda dei demoni, si crea un contrasto evidente, palpabile. La violenza dei demoni, un abominevole mostro senza scrupoli, il coraggio del maestro Hades, la lotta, la magia, la compassione che nasce per Myril in quell'evento che è shockante anche per il lettore, e subito dopo, di nuovo la tenerezza, con l'ingenuo Magoran che s'imbatte nella giovane maga, non la prima umana che incontra, ma di certo la prima con cui parla e si relaziona; Magoran sogna ad occhi aperti, ricordando le fanciulle delle storie cavalleresche raccontate dal drago Ashnard, mentre Myril è emotivamente distrutta, in un ulteriore contrasto che evidenzia quanto l'animo di Magoran sia puro e incontaminato. Eppure, nel corso della storia, anche il nostro eroe cade in alcuni momenti d'ombra - l'ingenuità gli costa cara in un paio di casi - e mentre l'esperienza forma il suo carattere, anche Myril vive una crescita personale: con gli addestramenti fisici e le lotte interiori per sconfiggere i propri fantasmi, Myril diventa un'eroina moderna, una madamigella che non attende d'essere salvata, ma che viceversa porta soccorso, e se necessario, reagisce. Myril acquista spessore (e sicurezza) col proseguire della storia, talvolta surclassando Magoran e diventando la protagonista principale; d'altronde il romanzo si sviluppa perché seguiamo la sua missione, e lei stessa rappresenta la chiave per la salvezza di Adeimos.

Un aspetto molto interessante del romanzo è che la contrapposizione tra il bene e il male presenta delle sfumature, non solo riguardo ai "buoni" (la "contaminazione" dell'animo di Magoran o i fantasmi interiori di Myril), anche i "cattivi" riservano sorprese, ed è qui che il discorso si fa profondo fino ad abbracciare messaggi universali: non esiste solo la lotta per il bene e la lotta per il male, Myril vuole trovare la terza strada, quella senza sangue, quella del perdono e della redenzione; inconsapevolmente o meno, Magoran compie la stessa scelta.
Dal romanzo emergono anche riflessioni sul senso di giustizia, anche qui con sfumature che toccano gli estremi di chi causa del male muovendosi per amore (dico solo: una coppia), e di chi, invece, sacrifica il proprio amore per uno scopo più alto, ossia il bene comune e la salvezza globale (Ras che rinuncia a Sighli). A tal proposito, Myril è uno dei miei personaggi preferiti perché prende in considerazione entrambe le reazioni, dando a ogni personaggio una giustificazione per i suoi comportamenti, e a ognuno la sua importanza: nessuno viene sminuito, nessun comportamento è lasciato a caso; ogni personaggio è realizzato a tutto tondo, e ogni personaggio lascerà un'impronta nel nostro cuore.

E il romanzo pullula di personaggi! Oltre ai già citati draghi di Telmagar, abbiamo il feliano Ras, restio ai sentimenti e avido di ricompense; il famiglio Zogma, audace e coraggioso, piccolo grande amico di Myril; Miyaca della Tribù delle Steppe, primo e sincero amico di Magoran; l'elfa oscura Idaria, severa, ciò nonostante, comprensiva maestra di Myril;  il menestrello e cavaliere Eban, farfallone ma prezioso aiuto in battaglia; l'arciere Arborilla, enigmatica fino alla fine; il paladino Wulfor "baffidirame", uomo d'onore e insperato maestro di Magoran, e tanti altri ancora, passando inoltre, per citarne alcuni, al Cardinale Dwisher, gli intrighi alle Terre del Tempioe alla Tribù dei Draghi "pirati" dell'Arcipelago della Bussola (opposta all'isola di Telmagar sia come posizione geografica, sia come ideali) che rivelano qualche aneddoto sul misterioso passato del drago Ashnard, maestro e allevatore di Magoran.
Per quanto riguarda i demoni, solo Vagadrow ho trovato poco sviluppato (forse per via della sua tardiva apparizione), mentre avrei qualche riserva su Sighli, perché penso che la feliana abbia sviluppato un sentimento così forte in maniera troppo repentina per risultare credibile.
Questo viaggio per cieli e terre di Adeimos è ricco di colpi di scena, anche nel finale, dove un personaggio di relativa importanza compie un'azione sorprendente e ricca di significato; proprio per questo si farà ricordare e schizzerà ai vertici dei personaggi migliori del romanzo.

Il libro, che ha la dicitura "Cronaca Prima" al di sopra del titolo, lo considererei auto-conclusivo, poiché la storia inizia e si conclude con l'ultima pagina, lasciando qualche porticina aperta come a dire che i nostri personaggi vivranno nuove avventure - oltre a qualche dettaglio in sospeso - ma proprio per questo, il seguito lo si leggerà per puro piacere.
Ricordiamo che il romanzo è tra i segnalati del Premio Cittadella 2012 con menzione speciale "per aver dato cuore, voce e dignità di popolo alla stirpe dei draghi".
Visto che questa menzione ha valore ufficiale, ne aggiungo un'altra io per Antonio Olandese che ha arricchito il libro con delle illustrazioni interne: sono una più bella dell'altra ma, come al solito, le mie preferite sono quella sui draghi, quella di Magoran - non a caso - e l'originalissima Sighli; mentre sfogliavo le pagine mi chiedevo quand'è che mi sarei trovata davanti a un'altra illustrazione... sono immagini che impreziosiscono questo già splendido libro.

Un fantasy dallo stampo classico con qualche pizzico di novità; scorrevole, avvincente, godibile, e soprattutto, indimenticabile.



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lunedì 9 luglio 2012

Recensione "Like the Moon - La faccia nascosta della Luna" di Stella Robi (Siska Editore)



Ognuno ha il suo lato nascosto...


La giovane Lilian Carter lavora in un ristorante come addetta al guardaroba, e una sera, dopo aver assistito a una serie di scambi tra alcuni clienti, sa che l'oggetto in questione, una misteriosa busta, è ora nella giacca da sistemare. Divorata dalla curiosità, Lily apre la busta, e solo allora si rende conto che quello che ha appena scoperto potrebbe costarle la vita. Non passa molto tempo, infatti, che Lily viene contattata da uno sconosciuto: l'ordine impartito dall'altro capo del telefono è di restituire la busta, lasciandola sopra il cassonetto di un vicolo situato nel quartiere malfamato della città. Consapevole del rischio che incorre, Lily fa una copia della busta e la infila sotto la porta dell'appartamento della sua migliore amica, Wendy Still. Wendy ancora non lo sa, ma anche la sua vita è in pericolo: l'incontro con un giovane dagli occhi chiari, Steve Shirer, non sarà affatto casuale...

Basta leggere l'estratto(nel sito dell'editore, cliccare su "anteprima ebook") per rimanere catturati nella storia, coinvolti in un susseguirsi di eventi narrati con un ritmo incalzante e, come Lily, in preda alla curiosità riguardo al contenuto della busta.
"Like the Moon" è una spy story, però, non vuole tanto soffermarsi sulla risoluzione del giallo, quindi su ciò che riguarda la busta - dopo la scoperta, infatti, gli sviluppi che la riguardano sono solo accennati - piuttosto, si concentra sui protagonisti Wendy e Steve, una la preda e l'altro il cacciatore, tanto più che, come suggerisce il titolo "la faccia nascosta della luna", non tutto è come sembra, così il lettore è costretto a ricredersi quando gli si presenta una realtà che è ben diversa da quella che gli era stata mostrata: abbiamo colpi di scena fino all'ultimo capitolo.
In particolare, Steve sembra quasi affetto da doppia personalità: c'è Steve che esegue ordini superiori (e in tal caso si chiama Hope), freddo e calcolatore, poi c'è Steve il ragazzo, che s'innamora di Wendy e mostra le tipiche "imperfezioni" umane, ad esempio quando si dimentica alcuni dettagli o agisce d'istinto piuttosto che secondo la logica, insomma, è una contraddizione vivente, combattuto tra quel che dovrebbe e quel che vorrebbe fare, negando a se stesso la verità dei sentimenti.
Wendy, invece, è lo specchio del lettore: pura e semplice, le domande che assillano la sua mente sono anche le nostre, così come sono suoi i nostri dubbi e le nostre paure, perché questo è anche un thriller ricco di tensione e adrenalina dove spesso accade che noi scopriamo cose mentre Wendy ne è ancora all'oscuro, il che fa accrescere quella sensazione di pericolo mista ad apprensione per la protagonista; come vedremo fin dall'inizio, qui i "cattivi" fanno sul serio.

Come ogni giallo che si rispetti, anche "Like the Moon" ha il suo ispettore, Timothy Sharps.
L'ispettore Sharps appare dal terzo capitolo con le sue indagini fatte di sopralluoghi e interrogatori, dopodiché abbandona la scena: questo risvolto inaspettato contribuisce ad avere a cuore il futuro di Wendy, infatti, nel corso della storia, tra i due si crea un legame di collaborazione dove la ragazza può anche contare sulla protezione della polizia; sarà lo stesso con il colui a cui è stato passato il caso, l'ispettore Reynolds? E l'importante dettaglio ricordato dalla cameriera Lorie raggiungerà le orecchie di Wendy?
Ogni volta che sembra d'essere vicini alla soluzione, o al punto di svolta in cui Wendy conoscerà la verità, l'autrice rimescola le carte in tavola garantendo effetti sorpresa e crescente curiosità.
I capitoli sono brevi e insieme a una scrittura semplice e lineare scandiscono un ritmo serrato, avvincente.
Ciò nonostante, la mia valutazione si limita a tre stelle perché la curiosità - è veramente tanta l'aspettativa che si crea - non trova soddisfazione dal momento in cui non si approfondisce ciò che è scritto nella busta (avrei voluto vedere meglio cosa succede!) e non ho amato il finale in sospeso, che, certo, è realistico e non cade nello scontato, ma mi ha lasciato comunque con l'amaro in bocca.
Ho inoltre dei dubbi riguardo la vicenda dell'aggressione a Wendy (qui mi capirà solo chi ha letto l'ebook): Steve dice chiaramente che quello era un trucco per acquistare la sua fiducia, quindi era una cosa premeditata e non una semplice coincidenza dovuta a un malintenzionato di passaggio; allora, escludendo Peter (che non sapeva nulla di Wendy), chi era il complice?
Sono una Sherlock Holmes mancata, oppure ho bisogno di Watson che mi chiarisca la faccenda.

Una particolarità di questo ebook è che Siska Editore ne ha curato l'edizione integrandolo di contenuti multimediali quali immagini, soundtrack, note e podcast, queste ultime consultabili (e ascoltabili) direttamente online grazie ai collegamenti ipertestuali; un arricchimento originale che da l'idea di un intenso lavoro dietro le quinte, un lavoro mosso dalla fiducia e dalla passione per questa storia.
Perché, pure se ho evidenziato anche quelli che a parer mio sono dei difetti, "Like the Moon" è appassionante: da leggere.


mercoledì 4 luglio 2012

Recensione: "Code Geass - Lelouch of the Rebellion" regia di Goro Taniguchi (Dynit)





Sotto la maschera c'è un eroe o un tiranno?

"Code Geass: Lelouch of the Rebellion" è una serie anime del 2007 creata da Ichiro Okochiregia di Goro Taniguchi, prodotta da Sunrise e celebre perché il character design è curato dalle CLAMP.
Si tratta di 50 episodi divisi in due serie da 25 episodi ciascuna (la prima si chiama "Code Geass: Lelouch of the Rebellion", la seconda è "Code Geass: Lelouch of the Rebellion R2") capaci di tenere col fiato sospeso fino all'ultimo "turno" - questo l'appellativo dei vari episodi - perché è come se il protagonista stesse giocando una partita a scacchi, dove tra duelli mentali e strategie militari, fino alla fine ci si chiederà quale sia il suo vero volto: Lelouch è un eroe o un tiranno? Ciò che lo muove, invece, sarà chiaro fin dall'inizio...

Il 10 agosto 2011, il Sacro Impero di Britannia dichiara guerra al Giappone e lo annette al suo impero rinominandolo "Area 11";gli abitanti vengono chiamati "eleven" e sono costretti a vivere nei ghetti, a differenza dei britanni che risiedono nei quartieri di prima classe. Le scene iniziali ci mostrano due bambini che fuggono dalle terre devastate dalla guerra, e sette anni dopo, rivediamo uno di questi cresciuto:Lelouch Lamperouge è uno studente del liceo Ashford, un britannico dai modi freddi che sembra non interessarsi a nulla se non alle sfide che riguardano il gioco degli scacchi, finché, di ritorno dall'ennesima vittoria, si ritrova nell'Area 11, coinvolto nello scontro tra soldati britanni e terroristi giapponesi;messo alle strette dall'esercito britanno che lo crede un eleven, interviene in suo soccorso una misteriosa ragazza dai lunghi capelli verdi, C.C., che gli dona il Geass, a suo dire, "il potere degli dei". Tramite questo potere, il ragazzo può sottomette la volontà altrui tramite contatto visivo, riesce pertanto a liberarsi dalla scomoda situazione, inoltre, si appropria di un Knightmare Frame (mecha utilizzati dall'esercito) per poi mettersi in contatto con i terroristi, dandogli istruzioni per tendere un agguato ai britanni. E' qui che scopriamo che Lelouch è in realtà il 17° principe in ordine di successione al trono di Britannia, costretto a rifugiarsi con la sorella Nunnally presso la famiglia del liceo Ashford e sotto falso cognome, perché la madre Marianne fu assassinata da un gruppo di sicari quando loro erano ancora piccoli - evento a seguito del quale Nunnally perse la vista e l'uso delle gambe - e il padre, l'Imperatore Charles, non gli rivelò mai la verità sull'accaduto. Convinto che dietro l'omicidio ci sia il coinvolgimento della famiglia reale, in primo luogo di suo padre l'imperatore, Lelouch mira a sconfiggere la Britannia, vendicando così la madre, ma soprattutto, per costruire un mondo dove la sua sorellina possa vivere felice. Col Geass, l'impresa gli sembra ora possibile: indossando la maschera di colui che si fa chiamare Zero, in testa ai ribelli giapponesi che riunisce poi nell'Ordine dei Cavalieri Neri (i giustizieri per tutti i "deboli" che si trovano in difficoltà) Lelouch decide di affrontare tutti i principi di Britannia fino ad arrivare all'imperatore. Nel corso dell'impresa, però, vediamo che Lelouch non è affatto un eroe senza macchia: agisce senza scrupoli. E' tempo, quindi, di presentare anche l'altro bambino che si vedeva nella sequenza iniziale: l'amico d'infanzia di Lelouch, Suzaku Kururugi, è un giapponese, o meglio, un eleven, diventato britanno onorario poiché ha scelto di prestare servizio nell'esercito di Britannia; egli è alla guida del Lancelot, il Knightmare Frame di ottava generazione chiamato a scontrarsi con Zero. Proprio così: dietro Zero e il Lancelot si nascondono i due che un tempo furono amici.

Intrighi politici, fantasy e fantascienza; in questo anime c'è spazio per tutto, ma sono le discussioni etiche e morali a far da padrone. Come scrivevo all'inizio, fino all'ultimo episodio non si sa veramente da che parte schierarsi: è difficile prendere posizione accanto a Lelouch, così come accanto a Suzaku, perché entrambi si spingono spesso oltre il limite, con azioni deplorevoli che nemmeno provano a giustificare; Lelouch si mantiene addirittura lucido e volge la situazione a suo favore - sembra che non gli importi di nessuno meno che Nunnally - mentre Suzaku che fa tanto il moralista e uomo d'onore, nasconde un passato che non è proprio il caso di andarne fieri. Chi rappresenta il bene e chi il male? Entrambi hanno la stessa idea di pace e giustizia, solo che adottano metodi diversi per raggiungerla: Lelouch è drastico, vuole conquistare il mondo per poi distruggerlo e ricrearlo; Suzaku è fiducioso, entra nell'esercito perché vuole cambiare Britannia dall'interno. Messi così, verrebbe da scartare subito Lelouch, ma poi lo vediamo sommerso dai dubbi,riflettere su ciò che sta facendo e preoccuparsi per Nunnally. In un discorso con Kallen, sua compagna di scuola che è anche un membro di punta dei Cavalieri Neri, Lelouch dice che occorre continuare l'impresa ad ogni costo, perché se si fermassero, le vittime sarebbero morte inutilmente; sembra essere entrato in un meccanismo dal quale non può più uscire, perciò si fa carico di responsabilità e di pesi sulla coscienza, pur ostentando un atteggiamento sicuro di sé, spesso cinico. La maschera di Zero cade - letteralmente e non - solo davanti a C.C., sua complice e fredda sostenitrice.

Lelouch non è totalmente insensibile, lo vediamo soprattutto con Nunnally, ma anche quando si tratta dell'imbranata Shirley, compagna di scuola innamorata di lui, ed Euphemia, terza principessa di Britannia, l'unica dell'Impero che è dolce e dai sani principi: gli episodi che coinvolgono le due sono i più toccanti, ma che dico... sconvolgenti! Dei colpi di scena da far accapponare la pelle, da far accelerare i battiti e da versare fiumi di lacrime; è impossibile non essere coinvolti da ciò che accade, e personalmente, sono due personaggi che adoro. Euphemia in particolare, che rispetto ai fratelli ha un potere decisionale pressoché nullo (proprio non la considerano), quando si fa finalmente coraggio per agire coi suoi nobili propositi dettati da un cuore puro che purtroppo è anche ingenuo, il risultato è spiazzante, specie considerando che l'epilogo avviene per un incidente, un "banale" incidente, tanto che se il suo intervento poteva dare l'impressione che la vicenda si sarebbe così conclusa, scatena invece una serie inaspettata di eventi dai risvolti inimmaginabili. Euphemia è un personaggio fondamentale la cui presenza coinvolge altri personaggi; persino chi l'ha incontrata solo poche volte compie delle azioni in suo nome, o in nome del suo ideale di pace. Euphemia è un'impronta marcata negli altri personaggi, nell'intera serie, e persino in noi spettatori. Trattando l'impatto emotivo, ritorno a Shirley. E' grazie alla timida compagna di scuola che il potere del Geass si fa intrigante e al tempo stesso drammatico. La sua vicenda è quella che meglio dà l'idea altalenante del giudizio che si può avere su Lelouch: prima lo si condanna, poi lo si osserva, infine lo si perdona (intenerendosi, tra l'altro). Ma la vicenda è destinata a protrarsi, perché in "Code Geass" ogni personaggio è capace di portare la storia su nuovi binari, e allora Shirley s'imbatte in Viletta dell'esercito britanno, poi inJeremiah "Orange", sempre dell'esercito, che a loro volta intrecciano i loro destini con quelli degli altri personaggi.
Elencarli tutti sarebbe un'impresa titanica, però si può dire che Nina, compagna di scuola pressoché invisibile nella prima serie, porta con sé una scoperta dalle proporzioni devastanti, mentre la già citata Kallen, una dei protagonisti principali, contribuisce a introdurre il tema razziale poiché è di sangue misto (padre britanno e madre giapponese), mentre la madre pone accento sull'inaspettato tema della droga (la "refrain" assunta dagli eleven per tornare ai giorni felici, quando non c'era persecuzione).
Un altro personaggio degno di nota è V.V., che appare nella seconda serie ma su cui non mi pronuncio perché cadrei inevitabilmente nello spoiler, e a proposito di seconda serie, il suo inizio è spiazzante, poiché al posto di Nunnally troviamo che Lelouch ha un fratello di nome Rolo; come se l'intreccio da solo non bastasse, ecco i personaggi dal carattere ambiguo! Il ragazzino è un altro di quelli enigmatici: difficile capire quali siano i suoi scopi, anche perché fortemente contraddittorio. Un'altra ambigua è C.C.: dona il Geass a Lelouch e stringe un patto con lui, ma da dove deriva questo potere, e perché lo offre proprio a Lelouch? In più, sembra che la causa del ragazzo le interessi parecchio, per questo lo aiuta, addirittura lo sostituisce nei panni di Zero; fa di tutto perché tutto proceda secondo i piani di Lelouch. Di certo, sappiamo che non è una comune umana, che è immortale, e probabilmente per questo, fredda e cinica, tuttavia ogni tanto mostra sensibilità e fragilità; C.C. non è un personaggio che arriva subito, personalmente l'ho anche detestata, poi comincia a sciogliersi dopo l'episodio in cui arriva Mao, un ragazzo a cui aveva donato il Geass prima di Lelouch, e forse è anche da qui che comincia a vedere Lelouch con uno sguardo più dolce...

Dolcezza? Francamente, poca. La maggior parte degli episodi, specie quelli iniziali, vedranno crudeltà, spietatezza e violenza; paradossalmente, le scene coi mecha sono quelle meno violente e le scene di sangue non saranno nulla in confronto alla violenza psicologica, ma, fortunatamente, abbiamo qualche siparietto scolastico che risolleva l'altrimenti pesante atmosfera dell'anime, spesso relativi alla quotidianità di questi ragazzi (Lelouch, Kallen, la presidente Milly, Shirley, Rivalz, Nina e Suzaku) alle prese con innamoramenti, gatti in fuga, feste, e altre assurde trovate della presidente per movimentare la vita del liceo. Tutto questo, però, solo nella prima serie; la seconda è più politico-strategica, con il coinvolgimento nella guerra della Federazione Cinese (con l'introduzione di personaggi come il guerriero Lin e la giovane principessina Jiang Lihua), la scalata di Lelouch che incontra l'Imperatore e trova un nuovo nemico in Schneizel, il secondo principe di Britannia, i mecha che vengono potenziati, Suzaku che ottiene un nuovo incarico, e l'introduzione a nuovi personaggi come i Knight of the Rounds (Anya e Gino) al diretto servizio dell'imperatore. Di particolare rilievo è anche la questione della Sakuradite, minerale di cui il Giappone è ricco e che trova utilizzo in campo bellico.
La serie mi ha ricordato subito "Death Note", un altro celebre anime che punta sul tema della giustizia e che vede protagonisti due ragazzi, nemici/amici, che fanno a gara tra chi è il più intelligente in una lotta mentale dove però, uno dei due può contare su di un potere soprannaturale; insomma, senza dilungarmi oltre, proprio come in "Code Geass". A differenza di "Death Note", però, il finale di "Code Geass" è essenzialmente positivo. Mi spiego meglio: entrambi i protagonisti devono farsi carico delle conseguenze del loro potere, ma se in "Death Note" Light Yagami ne aveva abusato e si era lasciato sopraffare da esso, in "Code Geass" Lelouch si mantiene lucido e la storia si conclude con una sua scelta, con la piena consapevolezza, con una strategia che fino all'ultimo fotogramma non ci sarà chiara. Dopodiché, lacrime e applausi. Indimenticabile. "Death Note" è uno dei miei manga (sottolineo manga e non anime!) preferiti, ma "Code Geass" da ora in poi gli starà accanto. Lelouch è un gran personaggio.
La fine ci lascia inoltre con dei sottintesi e una speranza, una chicca a libera interpretazione che, se riguarderete la serie un'altra volta, sono certa farà coincidere le vostre teorie.
Questo fantastico anime è distribuito da Dynit in 4 box (due per serie) di 3 dvd ciascuno, e io ho già voglia di riguardarlo anche solo per ascoltarmi la prima e l'ultima sigla!



Recensione pubblicata anche su TrueFantasy 
per la rubrica "Jappo W!"

La mia serie Urban Fantasy / Paranormal Romance / Sci-Fi