martedì 22 novembre 2011

Recensione videogioco "Time Hollow" (Nintendo DS)

Recensione videogioco "Time Hollow" (Nintendo DS)




Basta poco per cambiare il nostro destino


Per la prima volta mi accingo a recensire un videogioco: volevo farlo da tempo, ma sembra proprio questa l'occasione giusta per rompere il ghiaccio, poiché "Time Hollow" fa parte di quella tipologia di videogiochi che, se non fosse per la componente interattiva, sarebbero libri. Si tratta infatti di un'avventura grafica, di quelle che ebbero origine sul PC e che coniarono la definizione "punta e clicca"; il Nintendo DS sembra fatto apposta per questo genere, grazie al pennino e allo schermo touch-screen.
Ma torniamo al videogioco.
Come ogni avventura grafica che si rispetti, "Time Hollow" ha come punto di forza la trama: nel giorno del suo diciassettesimo compleanno, Ethan Kairos (Tokyo Horo, nella versione originale giapponese) si risveglia dopo un terribile incubo nel quale i suoi genitori - più giovani di come sono in realtà - erano imprigionati in un edificio in fiamme. Ancora sconvolto, Ethan si alza dal letto, il tempo di vedere che l'arredamento della sua camera è leggermente diverso, poi scende al piano inferiore e trova suo zio che lo aspetta per la colazione: ma come, lo zio Derek vive con lui? Da quando? Ma soprattutto, dove sono finiti i suoi genitori? Confuso, Ethan parla con Derek, e viene improvvisamente a conoscenza dell'assurda verità: i suoi genitori sono scomparsi da quando aveva dodici anni! Ciò che aveva vissuto quella mattina, infatti, non era un sogno, ma la cruda realtà. Ethan s'interroga su come sia possibile, visto che fino alla sera prima aveva parlato coi genitori del suo regalo di compleanno, ma la verità è che si trova in universo alternativo, un mondo parallelo. Poco dopo, Ethan scopre che per cambiare le cose occorre identificare i flashback che ha di volta in volta, e sfruttare i poteri della Hollow Pen, una misteriosa penna che gli viene recapitata assieme a un bigliettino anonimo legato al collare del suo gatto Sox; tramite la Hollow Pen, Ethan impara ad aprire dei varchi temporali nel passato, e intervenendo, cambia il presente. Ma non solo il suo: la sua vita, come quella degli amici e delle persone che gli stanno accanto, con ogni piccola variazione, anche la più insignificante, è soggetta a continui risvolti inaspettati, a volte addirittura drammatici. Chi ha dato origine a tutto questo scompiglio non ci è dato sapere (lo si può ipotizzare una volta finita l'avventura), ciò che è certo, è che qualcun'altro sta intervenendo sulle loro vite, una persona che agisce nell'ombra e che Ethan non conosce; un'altro che possiede la Hollow Pen. Quest'informazione sarà rivelata da una ragazza misteriosa che piomba improvvisamente nel liceo e nella vita del ragazzo: Kori.

Fin dall'inizio, la storia mi ha ricordato il manga/anime "Death Note", perché usare la Hollow Pen è come usare il quaderno della morte, infatti i protagonisti determinano i destini delle vite altrui come se fossero una sorta di dio. In entrambe le opere, inoltre, lo strumento finisce nelle mani di una seconda persona, che nel caso di "Time Hollow" è l'antagonista.
Se paragonato ai videogiochi, invece, è facile associare il titolo ad altre avventure per Nintendo DS, come quelle dell'avvocato Phoenix Wright, anche se qui non ci sono casi da risolvere, le indagini sono più alla leggera, e anche le azioni da compiere sono più limitate, perciò lo assocerei piuttosto a un "Hotel Dusk: room 215" che è una sorta di romanzo interattivo, così come "Another code: two memories" con cui ha in comune anche la brevità dell'avventura.
E qui occorre chiarire.
Prima di tutto, la caratteristica delle azioni limitate.
Contrariamente a ciò che sembra, le possibilità di cambiare il passato non sono infinite, e non lo si può fare a piacimento sperimentando le alternative; piuttosto, è come se ci si muovesse su dei binari, perché si può intervenire solo in determinate circostanze (quando la Hollow Pen brilla) per apportare quelle specifiche modifiche che danno poi quel preciso risvolto. Una maggiore libertà in questo senso avrebbe aggiunto longevità al titolo, ma soprattutto, lo avrebbe reso più ricco, perché avrebbe creato anche situazioni curiose e simpatiche, quando il più delle volte, invece, si respira un'atmosfera tetra e drammatica. Mi sarebbe piaciuto, ad esempio, provare a modificare il destino dell'amico Vin, che a causa di un infortunio non può più giocare a basket, oppure fare in modo che la cameriera s'interessasse all'amico Ben, che ha una cotta (non ricambiata) per lei. Di certo, tutte le avventure grafiche si svolgono in modo che si debba arrivare a quella determinata fine (a parte titoli come "Post Mortem", per PC, che si diramano in più sviluppi e finali) ma c'è una bella differenza se s'induce il giocatore a compiere certi passi spontaneamente, lascinadolo a tu per tu con l'avventura.
Anche l'ambiente di gioco è limitato: nonostante la grandezza della mappa, le locations raggiungibili sono pochissime, e per di più, una volta esaurita la necessità di andarci, non saranno più evidenziate. In questo modo, inevitabilmente, si dimezza la quantità di enigmi e anche la loro tipologia, perché a parte interagire con gli oggetti (spostandoli, prendendoli, modificandoli, eccetera) l'unica alternativa è quella dei dialoghi, dove però ho trovato una forzatura: non solo si è costretti a cliccare sulle frasi da dire in quanto non ci sono altre opzioni, ma, peggio, occorre ripetere le stesse domande perché altrimenti non se ne esce!
Fortunatamente, nel capitolo finale si cambia impostazione e i dialoghi presentano varie opzioni di risposta ai quesiti (non capisco perché non sia stata adottata questa scelta fin dall'inizio) comunque, anche nel caso si rispondesse in maniera errata, non c'è alcuna penalità, e a voler essere pignoli non sarebbe stato male prendere l'esempio di "Phoenix Wright" che per ogni risposta sbagliata si restringe la barra di energia; insomma, in questo gioco manca un po' di sfida.
Una forzatura l'ho percepita anche nelle occasioni in cui sapevo come procedere ma il gioco m'impediva di agire perché richiedeva di fare prima altri passi, ad esempio, passare da tutte le locations disponibili e sentirmi rispondere ogni volta qualcosa del tipo: "qui non è", finché arrivavo al punto giusto, che era poi quello che avevo in mente fin dall'inizio (e qui ci vuole una faccetta frustrata >_<)
Sono questi, e non la brevità dell'avventura, gli aspetti negativi del gioco.
Ci sono avventure, ci sono storie, che seppur brevi, regalano momenti emozionanti e intensi, difficili da dimenticare: "Time Hollow" (nonostante i difetti elencati) è proprio uno di questi; l'ho trovato avvincente. Ero catturata dalle vicende e dai possibili sviluppi della trama, perché si tratta di una storia ricca di colpi di scena. Inoltre, il susseguirsi di eventi a catena trasmette un ritmo adrenalinico, che specie negli ultimi due capitoli si trasforma in una corsa contro il tempo per riparare ciò che ha causato il nemico.
Ho concluso l'avventura in soli due giorni perché ero avida di sapere come andava a finire; non è una cosa che accade proprio con  i romanzi? E' poi entusiasmante vedere che rivoluzionando certi eventi del loro passato, mutino anche le personalità dei personaggi; buona la caratterizzazione psicologica.

Come si nota dalle immagini, i personaggi sono riprodotti in stile anime, e nel corso della storia assistiamo a diverse sequenze filmate - che nell'edizione europea sono doppiate in inglese e sottotitolate in italiano -d'impeccabile fattura, capaci di far sperare in un anime. Guarda caso, all'inizio dell'avventura abbiamo anche una sigla a tutti gli effetti, cantata da Masanori Akita e contenuta in "Dance Dance Revolution 2 Supernova" per PS2.
A parte che non condivido la scelta di cambiare i nomi giapponesi con nomi inglesi (e tradurre i cognomi con un gioco dei numeri che comunque in inglese non rende alla pari), la traduzione italiana non è delle migliori, e trattandosi di un libro interattivo l'uso corretto della lingua è fondamentale... invece troviamo errori grammaticali, addirittura ortografici, e se chiudiamo un occhio, poi succede che verso l'atto finale troviamo un oggetto con un numero, il 15, che successivamente, durante un dialogo, si trasforma in 18! Il bello è che c'è un enigma correlato a questo oggetto: ma quale dei due numeri va preso in considerazione? Imperdonabile.

Il finale della storia è qualcosa di magico, romantico e intelligente. L'epilogo si sviluppa in un modo che inizialmente può sembrare privo di senso, ma una volta che si assiste alla scena finale, tutto, ma proprio tutto, torna. E vogliamo dimenticare la breve scena che appare dopo la sigla? Da sognarci sopra elaborando teorie su teorie.
A quel punto si vorrebbe che la storia continuasse, e in un certo senso è davvero quello che accade: il cosidetto finale alternativo, lo vedrei piuttosto come un inizio alternativo, perfettamente logico considerando come finisce la storia (ma anche come inizia), e presenta un nuovo finale che è ancora più enigmatico; sempre che sia quella, la fine!

In conclusione, "Time Hollow" ha un'ottima trama e un'ottima storia, con personaggi davvero belli da vedere e una buona grafica; se fosse un manga, un anime, o anche un libro, meriterebbe cinque stelle. Siccome, però, si tratta di un videogioco, occorre tenere in considerazione anche le caratteristiche fondamentali del genere, tra cui il gameplay, la difficoltà, e la qualità degli enigmi, per cui non me la sento di andare oltre al 7. Beh, mica male!


Voto globale:  7

venerdì 18 novembre 2011

Recensione "Nemesis 2 - La chiave di Salomone" di Francesco Falconi

Recensione "Nemesis 2 - La chiave di Salomone" di Francesco Falconi (Castelvecchi)



Cento volte meglio di Nemesis 1!

Il Demone Emerso Ellen Lynch e l'Angelo Ombra Kevin Shaw tornano in un sequel indimenticabile, uno di quei rari casi in cui il seguito è meglio del primo libro (a pensarci meglio, accade lo stesso con "Prodigium", l'altra saga di Falconi); a "Nemesis - L'ordine dell'Apocalisse" avevo dato quattro stelle, ma confrontandolo con "La chiave di Salomone" mi sembra poco, ora, darne cinque a quest'ultimo!
C'era qualcosa che mancava in Nemesis 1; non so dire cosa, di preciso, ma mi sono resa conto che non era riuscito a coinvolgermi, e una volta terminata la lettura l'avevo già dimenticato.
Per fortuna, visto che è ormai passato un anno dall'uscita (e dalla lettura) del primo libro, "Nemesis - La chiave di Salomone" si apre con un riassunto del percedente, mascherato come una lettera scritta dalla stessa Ellen: ottimo! Sia per ricordarci gli eventi accaduti, sia come stile narrativo. La lettera in questione è indirizzata ai suoi genitori: la demone soffre terribilmente la loro mancanza e prova dei sensi di colpa perché li ha lasciati (assieme al ritrovato fratello Damien) senza nemmeno salutarli, presa com'era dalla fuga d'amore con il suo angelo Kevin.
Un breve prologo e comincia il libro, con i capitoli sviluppati nuovamente secondo l'alternanza del racconto di Ellen con quello di Kevin, e scopriamo che i due ora si trovano in Italia, a Roma, alle prese con una vita apparentemente normale: Ellen fa la barista, Kevin lavora in una biblioteca. Ma quella parvenza di normalità dura poco: un bacio, ed Ellen sviene. Non è nemmeno il tramonto, quei pochi minuti in cui emerge con prepotenza la vera natura (opposta) dei due. Pur non riuscendo a trovare chiare risposte ai loro dubbi, Ellen e Kevin comprendono che il tramonto sta dilatando i suoi tempi, con il rischio che la loro natura cominci a prevalere sulla volontà e i sentimenti. Era proprio questo l'intento di Nemesis e dei Discepoli del suo Ordine: la rottura dell'Equilibrio. La demone e l'angelo ancora non sanno che Nemesis è tornato, reincarnato in un nuovo corpo grazie al rito della sua fedele e folle "serva" Inghinn (per chi non se lo ricordasse, Inghinn è l'Angelo Ombra che tradì il clan di Kevin, Nora, e il capoclan Angus); l'Ordine è ancora determinato a provocare l'Apocalisse, partendo dalla ricerca della Chiave di Salomone...

Il romanzo è un crescendo di adrenalina, con un continuo susseguirsi di eventi e colpi di scena capaci di confondere, atterrire e stravolgere i protagonisti, che non hanno un attimo di respiro. Proprio come il lettore. I soprannaturali Ellen e Kevin sono umani più che mai, e le loro debolezze, i loro dubbi, le apprensioni, i rimorsi, gli amori e i dolori, sono facilmente riconducibili alle nostre "misere" esistenze. La caratteristica dell'"umanità" era presente anche nel primo libro, tuttavia, e forse è proprio a causa del peso delle nuove vicende che i due devono affrontare, questo sequito è più complesso, profondo e coinvolgente; toccante, perché i colpi di scena spesso riguardano gli affetti (e qui non mi sbilancio) anche se uno in particolare non è così inaspettato poiché lo si faceva intuire fin dall'inizio, ma fa comunque male vederne i risvolti sull'animo dei protagonisti. Già, mi ha fatto male. Specialmente la terza e ultima parte: tesa, angosciante, drammatica; non so quante volte mi sono ritrovata a cacciare indietro il magone. Le parole esplicite di Ellen e la reazione involontariamente controllata di Kevin: due linguaggi diversi che mi hanno trasmesso lo stesso dolore. Non saprei dire quale sia stato l'evento che ha avuto maggior impatto su di me, ma mi ha spiazzato ciò che accade l'attimo prima in cui si preparano per tornare a casa, a Inverness.

Va detto che nel corso della storia ci sono due personaggi che raggiungono l'angelo e la demone a Roma; si tratta di Angus, il capoclan di Kevin che ora agisce in maniera più indipendente rispetto al Consiglio, e Hugh, il migliore amico di Ellen. Con l'arrivo di costui, il romanzo comincia a tracciare un triangolo amoroso: Kevin-Ellen-Hugh. Non sono un'amante dei triangoli, spesso li trovo banali e scontati, ma qui sorge in maniera inaspettata e spontanea, perché Hugh è per Ellen un amico di lunga data, e sono complici, affiatati, non hanno segreti, inoltre Hugh rappresenta gli affetti che lei ha lasciato a Inverness, affetti che le mancano e per i quali prova rimorsi; come se non bastasse, Hugh ha qualcosa in comune con Ellen, un qualcosa di nuovo che va indubbiamente a suo vantaggio, rispetto a Kevin, soprattutto in un momento simile.
Tuttavia io sono per "il primo amore non si scorda mai", quindi pussa via, Hugh!

Del romanzo mi è piaciuta anche l'ambientazione nostrana, specie perché si prendono in considerazione i misteri italiani, rievocando leggende e, al tempo stesso, costruendo fantasie inedite ("la città fantasma": non sapevo esistesse davvero!), poi ho apprezzato anche i vari riferimenti a un'altra opera di Falconi che però non ho avuto ancora il piacere di leggere, ossia "Underdust - l'aurora delle streghe" (Reverdito) con la sua Barcellona e le streghe kalé.
Riguardo al finale, invece, mi ha lasciato un po' d'amaro in bocca, forse perché avrei voluto avere meno sottintesi e più certezze, dopo tutto il trambusto vissuto assieme ai protagonisti. Se non altro è realista: non si può sapere cosa ci attende in futuro; dobbiamo vivere per scoprirlo.
Ancora altri colpi di scena si concentrano sul finale, con un gioco delle parti un po' pesante, eccessivamente teatrale (voltagabbana a go-go), e un epilogo commovente, ma ancora una volta "Shakespeariano" nel dialogo con Hugh; però può darsi sia voluto, visti i tanti riferimenti alle opere di Shakespeare contenuti nel romanzo.
Nel libro si "nasconde" anche il titolo del romanzo di prossima uscita dell'autore (aveva organizzato anche un contest in merito), ma, sinceramente, ero talemente presa da tutto quel che stava accadendo che non me ne sono minimamente accorta... meglio così!

In conclusione, consiglio vivamente di leggere questo seguito, anche se non si è letto il primo: la storia è ugualmente comprensibile, e anzi, una volta chiusa l'ultima pagina viene voglia di rileggere come tutto è iniziato. Un altro aspetto importante, infatti, è che il seguito s'intreccia, s'interseca, e si ricongiunge perfettamente al volume che lo precede. Queste sì che sono soddisfazioni!

mercoledì 16 novembre 2011

Universi Incantati compie 1 anno! Un po' di statistiche

Non è proprio il giorno esatto, ma non è mai tardi per festeggiare: 
Universi Incantati compie 1 anno!

(la torta se l'è mangiata tutta L)

E' un anno qui su Blogger, perché il blog era ospitato in principio da Windows Live, ma col mio nome in una sorta di diario, con recensioni che in realtà erano commenti smilzi, e degli aggiornamenti meno frequenti, per non parlare della poca varietà!

Insomma, Universi Incantati è cresciuto, grazie anche alla collaborazione col blog TrueFantasy, che mi stimola a scrivere nuovi articoli ogni settimana, e grazie ad alcune case editrici che mi hanno fornito materiale, come la Baldini Castoldi Dalai

Sono ancora tanti i passi da fare, ma con le mie due gambette vado avanti su questa strada, sperando nel contempo di trovare compagnia. Per questo, un gigantesco grazie anche ai follower! Siano essi su Blogger, Facebook, Networked Blogs o il neonato Google+; siano essi sul web, siano essi nella vita... :)
Fino a questo preciso istante, Universi Incantati conta 56'090 visitatori.

Per festeggiare, condividerò i dati registrati dal blog, per chi, come me, è curioso di saperne le statistiche.
Questa è la classifica dei post più visualizzati di sempre:

Sul podio abbiamo: al primo posto l'articolo sulla serie videoludica di Super Mario, al secondo, la segnalazione dell'uscita del romanzo "Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì", e al terzo, la recensione al manga "Angel Sanctuary" (sapeste quanto è stato faticoso elaborarla!); seguono, il premio One Lovely Blog, la recensione al romanzo "Cuore Nero", la recensione all'anime "La città incantata", la notizia di un traguardo raggiunto dal blog, l'articolo sulla saga videoludica "The Legend of Zelda" (il mio amore!), la recensione del libro "I Guardiani delle anime - la maledizione della prima luna", e la segnalazione di una recensione al mio "Profumo d'incenso", scritta da Sognando Leggendo.
Alla luce di tutto ciò si può dire che il pubblico di Universi Incantati ha gusti vari, proprio come me! Dai videogiochi ai manga, dai romanzi agli anime, più qualche curiosità sul blog (vedremo allora cosa registrerà questo post XD), comunque, sembra che la maggior parte di visualizzazioni riguardino le recensioni, indipendentemente dalla forma d'arte a cui appartengono.

Ho accennato al pubblico, ebbene, guardate qua:

Salut à tous nos amis français!

Ben 40'940 francesi! Segue l'Italia, con un distacco di 12'634 utenti, e gli Stati Uniti con 780. Poi ancora, Federazione Russa, Germania, Svizzera, Regno Unito, Brasile, Canada e Paesi Bassi.
Ci sono anche i grafici dei browser e i sistemi operativi usati dai visitatori.

Le origini del traffico provengono da google.it (6'837), google.com (410) e facebook (251).
Ed ecco le parole più cercate:

Super Mario (622)
Kirby (224)
Angel Sanctuary (194)
5° Universi Incantati (61 volte!)
8° La città incantata Haku (29 volte specificatamente per il personaggio!)
9° valentinabellettini.blogspot.com (18 con l'indirizzo preciso del blog)
10° Evangelion 2.22 (15)

Questi ultimi dati riportano la vittoria schiacciante dei videogiochi, i manga e gli anime, sui libri :( Che dipenda dal fatto che quando si va a "googlare" si cerchino per lo più immagini? Chissà.

Concludendo, sono felice dei risultati raggiunti, considerando poi i mesi in cui il blog si è fermato perché ero sommersa dai preparativi per il matrimonio ^^ Provo costantemente a migliorarlo, ad esempio, qualche giorno fa ho eliminato la chat (troppa spam!) e ho spostato gli elementi chiave al top della pagina (ultimi post ed etichette) facendo scalare il numero di visitatori e i vari follower; spero che il blog sia così più pulito e venga caricato in modo più fluido :P

Non mi resta che salutarvi, ma non prima di lasciare un'anticipazione: presto sarà pubblicata la mia prima recensione a un videogioco (finora erano solo articoli)! Stay tuned! ^^

mercoledì 9 novembre 2011

Lucca Comics & Games 2011!





L'articolo è appena stato pubblicato su TrueFantasy



Questo articolo avrei dovuto pubblicarlo una settimana fa, ma una "simpatica" influenza mi ha costretto a letto per quattro giorni, quindi eccomi a recuperare solo ora (sorry!).

Lo chiarisco subito, non mi sono raffreddata in fiera, perché quest'anno - a differenza della terribile tempesta dell'anno scorso - c'è stato un tempo soleggiato e addirittura caldo (superiore ai 20°C), che di meglio non si poteva chiedere (e personalmente, prima di andare in fiera ho pregato e supplicato richieste su richieste!).
Quest'anno il Lucca Comics & Games ha registrato il record assoluto di presenze, con 155'000 visitatori di cui 50'000 solo nella giornata di domenica, ma date le premesse, non avevo dubbi che sarebbe andata diversamente: con l'estensione della manifestazione, cinque giornate anziché tre; la scelta di dare finalmente un proprio spazio alla letteratura fantasy, con tanti diversi editori (in passato se ne contavano appena un paio); infine, con lo sfruttamento totale del Japan Palace, ossia con gli interi due piani occupati da espositori e mostre.

Come al solito, ho cominciato la mia visita proprio dal Japan Palace.
Tra gli artbook e le action figures direttamente dal Giappone, tra i kimono, i bento, i ventagli, e l'artigianato locale, quest'anno mi ha particolarmente colpito che ci fosse una bancarella dedicata al gioco della pesca giapponese, che prevedeva (esattamente come accade durante le feste tradizionali giapponesi, "matsuri") di catturare dei pesci rossi tramite un retino (che assomiglia a un colino) per poi "depositarli" in un piatto piccolo e di pochi centimetri di spessore; giocando due euro, si potevano tenere tutti i pesci pescati, sempre se si riusciva a prenderli!
Un'altra cosa che ho notato, è stata la presenza di un paio di stand italiani che vendevano creazioni realizzate a mano ispirate alle icone del mondo manga/anime giapponese; mi riferisco a oggetti più o meno utili come gli appendini di Memole, gli orecchini con i Nerini del buio di Totoro, il posacenere di Calcifer de "Il castello errante di Howl", poi ancora tazze, specchi, orologi...
Nel piano superiore del Japan Palace era facile perdersi: un dedalo di stanze e corridoi pieni zeppi d'espositori, oltre alle scuole di manga e gli stand che promuovevano viaggi-studio in Giappone.
Passeggiando, in un'aula ho notato Mari Yamazaki che presentava il suo "Thermae Romae"edito dalla Star Comics. Il manga narra le vicende dell'architetto Lucius che progetta le terme nella Roma dei tempi di Adriano, quando un giorno viene risucchiato dal buco sul fondo di una vasca e finisce col ritrovarsi in un bagno pubblico del Giappone odierno. Quest'insolita avventura, che si svolge tra le due ere, ha vinto il Manga Taisho Award 2010, perciò la Yamazaki era una degli ospiti maggiormente attesi, assieme a Jiro Taniguchi che ha tenuto showcase e talk per Planet Manga (divisione Panini).
All'uscita del Japan Palace, ho poi notato la presenza di alcune macchinette self-service che vendevano, incredibile, manga e action figures! Forse un po' sleale nei confronti dei tanti espositori presenti, in ogni caso ha dato i suoi frutti visto che il giorno dopo c'erano interi scompartimenti vuoti.

Nei vari padiglioni Comics c'erano più o meno i soliti stand, tra gli editori più conosciuti e quelli dei fumetti di nicchia, tra la Yamato Video e la Disney che celebrava il suo Topolino, tra le mostre di Gundam e i sempreverdi Saint Seya (cavalieri dello zodiaco) e i giganteschi supereroi Marvel, oltre alle nuovissime star, gli Angry Birds, e gli immancabili personaggi di Star Wars, tra modellini in scala, spade laser, mezzibusti, peluche sonori e un R2-D2 telecomandato che si aggirava per la fiera.
Girovagando tra gli stand ho scoperto che il prolifico autore fantasy Neil Gaiman ha pubblicato una serie di fumetti dal titolo "The Sandman", che hanno come protagonista Sogno, personificazione antropomorfa dei sogni, e più in generale, delle storie; i fumetti sono editi da Pianeta DeAgostini e raccolti in volumi corposi dall'aspetto pregiato.
Tra gli eventi da ricordare c'è stato quello di lunedì pomeriggio nel padiglione comics di Piazza Napoleone, dove si è tenuto lo showcase di Yakou Hiroshi, direttore dell'animazione de "Le Chevalier D'Eon" e key animator di "Full Metal Alchemist".


Il padiglione Games è, come sempre, quello più ricco e variegato, nonché il più affollato! Nella serata di domenica siamo riusciti a vedere ben poco: per la tanta confusione, io e mio marito ci siam sentiti male e siam dovuti uscire, ma abbiamo rimediato il giorno dopo dedicandoci fin dalla mattina (e passandoci gran parte del pomeriggio!).
Una delle cose che più desideravo, fin dal mio arrivo, era quella di andare allo stand Nintendo per provare in anteprima "The Legend of Zelda: Skyward Sword" per Wii, che infatti uscirà il18 novembre. Mi sono piazzata davanti allo schermo (NB: quella nella foto sono io, cosplayer di Ai Amano di "Video girl Ai") e ho provato tutte e tre le sezioni di gioco disponibili, potendo così constatare che la difficoltà della saga è davvero aumentata, sia per quanto riguarda gli enigmi (che vanno dallo sbloccare le porte, alla strategia con cui affrontare i nemici - addirittura non riuscivo a eliminare un semplice ragno, neanche fosse un boss finale!), sia per quanto riguarda la sessione di volo (non così immediata come pensavo, ma che una volta intuito il meccanismo si è rivelata appassionante e coinvolgente, agitando su e giù il wiimote plus, al momento opportuno, come se sbattessi le ali del Solcanubi), in più, una maggior difficoltà è data dal sistema di combattimento totalmente affidato al wiimote plus, ossia alla riproduzione 1:1 dei movimenti del nostro braccio; è stata una sorpresa muovere intuitivamente anche il nunchuck nella mano sinistra, e vedere che così facendo avevo fatto uso dello scudo! Il boss in questione era l'ormai già famoso mago Ghiraim, che mi ha dato del filo da torcere, e visto il protrarsi della battaglia, a un certo punto mi sono messa da parte per dare anche agli altri la possibilità di gustarsi questa fantastica anteprima.
Lo stand Nintendo, per celebrare i venticinque anni della saga di Zelda, aveva anche organizzato diversi tornei nell'arco delle cinque giornate della manifestazione, come la ricerca alle rupie o la battaglia a tempo dei boss, distribuiti in vari orari e divisi in fasce d'età; lo stand esponeva in bella mostra anche i manga tratti dalla saga. Non solo Zelda, però, perché i videogiocatori hanno potuto provare in anteprima anche gli attesissimi "Super Mario 3D Land" (18 novembre), "Mario Kart 7" e "Super Pokémon Rumble" (entrambi il 2 dicembre) per Nintendo 3DS, "Il professor Layton e il richiamo dello spettro" (25 novembre) per DS e 3DS, "Mario e Sonic ai Giochi olimpici di Londra 2012" (18 novembre) e "Go vacation" (ora nei negozi) per Wii.
Anche se nelle mie vene pulsa sangue nintendaro, non ho potuto fare a meno di notare le affollate postazioni di gioco degli attesi "Rayman Origins" (24 novembre) per PS3, Xbox 360 e Wii, ma soprattutto, "Assassin's Creed: Revelations" (15 novembre) per PS3, Xbox 360, PC. Si è potuto vedere qualcosa di nuovo anche per quanto riguarda i giochi per PC, più che altro sullo sfruttamento della tecnologia in 3D stereoscopico, con schermi e televisori che lo supportano, e gli occhialini che permettono di visualizzare la profondità dell'effetto; "Assassin's Creed: Revelations" sarà uno dei giochi che supporterà questa tecnologia.

Come avrete già visto, il manifesto del Lucca Comics & Games di quest'anno (disegnato da Don Maitz) ha come soggetto il pirata Sandokan, ossia uno dei personaggi più celebri creati dallo scrittore Emilio Salgari; il soggetto perfetto, visto che quest'anno si è cominciato a dare più spazio alla letteratura fantasy!
Tra gli editori presenti ricordiamo Mondadori, Giunti, DeAgostini, Baldini Castoldi Dalai, Gruppo Editoriale Armenia e La Corte Editore, ma il più sorprendente è stato senza dubbio Casini Editore, con il suo enorme stand interattivo e il ricco calendario di eventi, tra cui il workshop di scrittura creativa con Anna Giraldo (autrice di "436"), e l'iniziativa Storytellers, dove aspiranti scrittori erano chiamati a presentare il proprio romanzo in tre minuti (con una ripresa video in diretta), sperando di convincere l'editor per una prossima pubblicazione. Tra gli eventi di spicco dell'editore, va ricordato l'Amon Day (domenica), dedicato alla saga di Paola Boni, con sessioni di gioco di ruolo da tavolo e di gioco di carte ("Amon War"), poi la presentazione del terzo e ultimo libro, "Amon Saga 3: l'Apocalisse", il manga "Amon Propecy", il libro di Mario Erminio Bussini "Amon Eclipse", e infine le miniature ispirate alla saga.
Quest'anno non sono riuscita ad assistere ad alcuna presentazione dei libri, anche se avevo in programma quella de "Il burattinaio" di Francesco Barbi (ediz. Baldini Castoldi Dalai, seguito de "L'acchiapparatti") , di "Cuore Nero" di Amabile Giusti (Baldini Castoldi Dalai), e di "Nemesis 2: la chiave di Salomone" di Francesco Falconi (Castelvecchi), anche se poi ho incontrato l'autore allo stand di "10 righe dai libri", tra l'altro insieme a Luca Azzolini per promuovere il loro "Evelyn Starr: il diario delle lune" (Piemme - Battello a vapore). In compenso, ho assistito alle illustrazioni che Paolo Barbieri operava sul momento (e su richiesta) presso il suo stand, dove il libro illustrato, "Favole degli dei" (Mondadori) era già esaurito.

Momenti da ricordare anche per quanto riguarda la musica, con il concerto della AUN-J Classic Orchestra che si è esibita domenica, all'Auditorium San Romano, nelle musiche degli anime di Hayao Miyazaki, e nella stessa giornata, appena un paio d'ore più tardi, l'esibizione di Cristina D'Avena e Giorgio Vanni insieme, per cantare le celebri sigle dei cartoni animati dagli anni '80 ad oggi.

Per finire, vorrei un attimo soffermarmi sui cosplayers, che sono un po' la vera anima della festa; quest'anno ho visto intere famiglie impersonare personaggi fantastici, ed è un piacere vedere come il fenomeno si stia pian piano diffondendo, perdendo la superficiale definizione di "pratica per bambini". Ad esempio, le sfilate dei personaggi di Star Wars e quella degli zombie catturati dalla Umbrella Corporation di Resident Evil, rappresentano uno spettacolo a tutti gli effetti.
Complice il bel tempo, quest'anno sono riuscita anch'io a partecipare in veste di cosplayer, e la cosa ha aggiunto divertimento e coinvolgimento; essere chiamata per strada come Ai, ed essere fermata per delle foto, mi ha fatto sentire "parte della festa". Inoltre, indossando i panni di un personaggio, accade qualcosa di magico, come se si accorciassero le distanze con gli altri, perché da un momento all'altro (e per puro caso) si cominciano delle conversazioni con degli sconosciuti, e animati dalla stessa passione si parla come se ci si conoscesse da tempo. Senz'altro, anche un ottimo scacciapensieri, una full immersion nella fantasia per evadere dalla realtà, o al contrario, per rendere vera (True) la fantasia (Fantasy)!




Valentina "Ai Amano" Bellettini

La mia serie Urban Fantasy / Paranormal Romance / Sci-Fi