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giovedì 7 ottobre 2010

Recensione "I diari della mezzanotte - l'ora segreta" di Scott Westerfeld

Recensione "I diari della mezzanotte - l'ora segreta" di Scott Westerfeld (ediz. Newton Compton) 





Iperoriginale: 13 lettere!


Leggendo la raccolta di racconti "Amori Infernali", quello di Scott Westerfeld intitolato "Stupido mondo perfetto" è stato il mio preferito e mi ha colpita in modo tale da spingermi a cercare altre opere di questo autore.
Ho scelto dunque d'iniziare con questo "I diari della mezzanotte - l'ora segreta", incuriosita dalla trama fuori dall'ordinario, sperando quindi di trovare quell'originalità che tanto mi aveva affascinata e stupita.
L'ho trovata.
Quando leggo Westerfeld ho sempre l'impressione di avere a che fare con qualcuno di un altro pianeta: introduce concetti fuori di testa che stravolgono le leggi, le abitudini, l'ordinario e tutto ciò che conosciamo, in un modo così sicuro e naturale che alla fine fa sentire me fuori luogo e un po' ingenua! Riesce a farmi percepire qualcosa del tipo: "ma come, non lo sapevi? In realtà le cose funzionano così..." Insomma, riesce ad essere credibile con tutta la sua infinita serie di stramberie.

Con questo romanzo, ad esempio, introduce l'esistenza di una 25esima ora, l'ora blu: vivibile (e visibile) solo per coloro che sono nati qualche secondo dopo la mezzanotte, si verifica ogni notte dopo la mezzanotte stessa; mentre il resto del mondo pare fermarsi, il tempo continua a trascorrere per questi straordinari ragazzi chiamati "midnighters", e la loro realtà s'incontra con quella delle creature delle tenebre, gli "Oscuri", esseri simili a serpenti (detti "striscianti") ma capaci di cambiare forma e dimensione pur di acquisire le sembianze dei nostri incubi più reconditi.
Tuttavia, gli oscuri non erano creature del tutto ostili, almeno finché arriva Jessica Day, diventata midnighter nel momento stesso in cui si trasferisce nella città di Bixby, Oklahoma: perché gli oscuri si sentono minacciati da lei e l'attaccano? Quale potere si nasconde nella ragazza?

Occorre sapere che ogni midgnighter ha una capacità speciale: Rex è un Vedente (mentre nella realtà porta gli occhiali e vede tutto sfuocato, nell'ora blu vede addirittura "oltre" perché i segni ed i messaggi del passato sono visibili solo a lui); Dess è una Matematica (chi l'avrebbe mai detto che questa odiosa materia fosse fondamentale per sopravvivere? Almeno nell'ora blu, dove il tredici è il numero porta fortuna che protegge gli umani e addirittura spaventa gli oscuri); Melissa è una Telepate (nella vita ordinaria indossa sempre le cuffie perché riceve in continuazione i pensieri, le emozioni e qualsiasi altro imput relativo agli esseri che la circondano, mentre nell'ora segreta questo grande potere le serve per percepire gli oscuri nonché i compagni... inoltre ha la capacità di soggiogare le menti umane); infine c'è Jonathan, lasciato in disparte rispetto al gruppo, che è un Atleta (nell'ora blu non è legato alla gravità, quindi salta e "vola").

E' già tanto, ma c'è ancora dell'altro in fatto di assurdità; se si fosse fermato qui sarebbe stato un'opera di fantascienza basata su elementi più o meno conosciuti... Ecco quindi che troviamo altri due ingredienti: il Metallo e la Matematica. Quest'ultima l'avevo già menzionata (ed è già strana di per sé, in un romanzo) ma se la si abbina al metallo, ecco che otteniamo un mix micidiale, ed è anche quello che terrorizza gli oscuri: i midnighters non possiedono armi, ma possono procurarsele; anche il più insignificante pezzo di metallo, tipo una borchia o una vite, se catalogato come "puro" quindi libero dal contatto con gli oscuri, può diventare una minaccia per queste creature... basta dargli un nome di tredici lettere! Maggiore potenza sarà garantita nel caso in cui si usino dei multipli, o, meglio ancora, tre parole diverse con tredici lettere.
Uao! Quanto ammiro la fantasia di Westerfeld!

Un romanzo avvincente, che sorprende e carica di curiosità nello scoprire cosa rappresenta l'arrivo di Jessica e come le cose siano destinate a cambiare.
Già dalle prime pagine, a parte l'incipit in media res molto efficiente, sono subito rimasta incantata dall'incontro di Rex con Jessica, quando lui si toglie gli occhiali da vista a scuola, e mentre tutto è come di norma, sfuocato, lei gli appare stranamente nitida: è una di loro! Poi la scena di Jessica per la prima volta nell'ora segreta, in quell'ambiente magicamente onirico dove la pioggia immobile nel cielo è come una miriade di diamanti blu... fantastico.

Ma Jessica non è l'unico personaggio interessante, anzi, ogni midnighter ha qualcosa di unico anche nel carattere; ognuno di loro ha caratteristiche ben definite, eppure ognuno conserva un alone di mistero che mi piacerebbe spazzare via leggendo il seguito (e lo farò presto!). Da notare anche il concetto di "capo" e "squadra", ed i battibecchi che ne derivano, visto che i personaggi sono così diversi tra loro; senza contare che quello che per loro è un pregio nell'ora blu, rappresenta un grande handicap nella vita ordinaria.
Ci sono parecchi spunti su cui riflettere, anche il trovarsi in qualche modo costretti a stare insieme, pur mal sopportandosi, solo perché per qualche scherzo del destino sono diversi dagli altri ragazzi.

Passando agli oscuri invece... se non do cinque stelle è perché non mi fanno paura. Per niente. Possono disgustarmi ma non m'impressionano più di tanto. Il vero nemico, l'antagonista più pressante, secondo me, è quello che denota intelligenza, e non sono sicura che gli oscuri abbiano questa qualità (o meglio, a volte mi è sembrato, altre volte no), però il finale mi fa ben sperare sul seguito; il discorso di Melissa sulla natura degli oscuri, da predatori a prede, ha reso le cose più interessanti e quel pensiero che lei percepisce sul finale... Curiosa! Curiosa! Curiosa!

In conclusione, è veramente una soddisfazione poter scoprire qualcosa di così insolito; Scott Westerfeld ci dimostra che gli scrittori non hanno ancora finito di raccontare storie nuove... bello stimolo!

1 commento:

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