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giovedì 7 ottobre 2010

Recensione "Amori infernali" di Melissa Marr, Laurie Faria Stolarz, Scott Westerfeld, Gabrielle Zevin, Justine Larbalestier

Recensione "Amori infernali" di Melissa Marr, Laurie Faria Stolarz, Scott Westerfeld, Gabrielle Zevin, Justine Larbalestier (ediz. Fazi)

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Surreale, fantascientifico, disperato, impossibile, romantico... Amore.

Questo libro mi è stato prestato, ma visto quanto m'è piaciuto penso proprio che lo comprerò.
Ci sono racconti che mi hanno commosso, altri trafitto, alcuni davvero straordinari, e si percepisce in maniera forte il tema centrale, ossia l'amore; è evocato in modo talmente intenso che l'ho sentito aleggiare nella mia stanza mentre leggevo, e soprattutto, mi ha colmato il cuore.

Dopo questa premessa, mi dedico a recensire i racconti singolarmente.

- "A letto con il fantasma" di Laurie Faria Stolarz.
Il libro si apre con questo bellissimo racconto, estremaente romantico. All'inizio ci confonde, presentandoci questo fantasma che intimorisce poiché lascia lividi sul corpo della protagonista, infatti, lui le appare solo in sogno e mentre lei cerca di svegliarsi spaventata, lui, nel tentativo di fermarla, la ferisce in continuazione. In seguito si sciolgono le incomprensioni e nonostante la drammaticità della storia del ragazzo, è impossibile non essere travolte dall'amore platonico che ne scaturisce: questo potersi incontrare solo nei sogni, la prospettiva di doversi lasciare quando il fantasma risolverà la questione in sospeso e passerà "oltre"... ma c'è anche la speranza, in quell'ultima scena finale dove nell'aria si sente profumo di mele candite... una sorta di "resterò sempre accanto a te", dimostrata, però. Romanticismo all'ennesima potenza.

- "Stupido mondo perfetto" di Scott Westerfeld.
La prima cosa che mi è passata per la testa leggendo l'inizio di questo racconto è stata: "ma cos'è 'sta roba?!" La seconda: "che cavolo è la lezione di Scarsità?!" Non si capisce nulla, sembrano parlare la lingua di un altro pianeta... e in un certo senso è così. Nessuno ci avvisa che si tratta di umani evoluti e siamo nel futuro, lo si capisce continuando a leggere, ed è bello così. La lezione di Scarsità, è quella in cui questi umani evoluti studiano noi altri del passato, ed il progetto finale (compito in classe) prevede di provare a vivere nelle stesse condizioni cui noi miseri mortali eravamo soliti fare prima dell'evoluzione: ecco dunque che Maria decide di fare a meno dei bilanciatori ormonali, mentre Kieran si "sacrificherà" provando quell'usanza noiosa che è il sonno. I risvolti saranno inaspettati per i protagonisti, mentre per noi che leggiamo sarà come avere una rivelazione sulle nostre abitudini quotidiane cui spesso non diamo importanza. Penso proprio che la morale sia la riscoperta di quello che questi esseri sembrano avere perso, ovvero la stessa natura umana, l'essenza dell'umanità. Sembrano non provare emozioni, talmente sono proiettati verso la perfezione (niente malattie grazie alla modifica della biostruttura, niente stress grazie al teletrasporto ecc.). E' originale. Fantastico nel doppio senso del termine. Non gli avrei dato una cicca invece è il mio preferito, darei 5 stelle solo per questo racconto (ma ci sono anche gli altri, quindi si fa la media). Fantascientifico e pure poetico. Ironico e d'amore. C'è proprio tutto. Quanto mi piacerebbe leggerne un intero romanzo!

- "Più sottile dell'acqua" di Justine Larbalestier.
Questa è la tipica storia che, o l'ami, o la stronchi. Io? Ho cercato di capirla ed ho trovato l'arte. L'amo.
Non è una storia a lieto fine, e fino all'ultimo sono stata dubbiosa sulla vera bontà di questo Robbie, essere fatato che secondo il credo della popolazione locale è figlio del demonio. Chi ha ragione? La ragazza innamorata (che appunto perché innamorata vede, diciamo, a metà) o l'intero paesino che cerca di proteggerla? Non cercano di proteggerla, al contrario, la soffocano. La opprimono. Il paese viene mostrato come un luogo in cui il tempo sembra ancorato al passato in modo assurdo ed esagerato, tale da rifiutare qualsiasi modernità, addirittura la tv, la macchina, il letto con un materasso (piuttosto dormono sulla paglia) e, peggio di tutte, sposarsi a 16 anni. Per forza. E' un racconto che ci mostra la violenza derivante dalla chiusura mentale, l'accanimento verso il diverso... Estremista, certo, ma necessaria per comunicare il messaggio desiderato. L'ammiro.

- "Fantasia d'amore" di Gabrielle Zevin.
Se ho chiesto alla mia migliore amica di prestarmi il libro, è stato perché lei mi aveva raccontato questa storia, compreso il finale (tanto io affermavo di non leggerlo), ed era sconvolta e impressionata negativamente. Così a me venne la curiosità di leggerlo per filo e per segno.
Presumo che sia molto diverso leggere con la mente già conscia del finale, sapendo bene che ciò che succede è in realtà un'altra cosa... qui il confine tra realtà e fantasia è molto sottile. Ed il mio giudizio da "col senno di poi" è: 'ho apprezzato. E' indubbio, però, che lascia con una certa amarezza, una sensazione che si vorrebbe scrollare via di dosso, al contrario degli altri racconti che mi hanno lasciata uscire di casa con i cuoricini al posto degli occhi, per intendere. Il motivo per cui fa così impressione credo di saperlo: questa ragazza è sulla media, niente segni particolari, emarginata, solitaria, divoratrice di libri. Scommetto che molte si sono già identificate. Se non è successo, c'è la seconda opzione: vi siete mai innamorate ciecamente di un personaggio di un romanzo? (esempio recente: Edward Cullen?) Alè. Questo racconto vi sconvolgerà.

- "Dardi d'amore" di Melissa Marr.
L'autrice si distingue subito dagli altri, con un linguaggio, ma soprattutto, uno stile, tutto suo. La narrazione in terza persona ci mostra, a poche frasi di distanza, talvolta il punto di vista di lei, una ragazza con la passione per il mare, e dall'altra, lui, un ragazzo-foca che vive nel mare, follemente innamorato e che ha scelto lei come compagna di vita. Anche qui ci sono incomprensioni, dettate principalmente dalla natura diversa del ragazzo e da stratagemmi messi in atto da un terzo incomodo, il fratello di lui. Entrambi i protagonisti sono ben caratterizzati, ma la cosa che più mi ha colpito è la poeticità del linguaggio, la narrazione dolce come una favola, frasi brevi ma intense, che sanno cullare, struggere. Probabilmente la Marr è stata messa alla fine del libro perché considerata il "pezzo forte" (infatti, sulla copertina, il suo nome è il primo della lista). Tuttavia, mi ha deluso il finale. Mi spiego, dopo tanta fantasia e romanticismo, mi ha spiattellato la fredda realtà, quella dove la ragazza intende proseguire gli studi ed il ragazzo-foca continuerà a dividersi... tra lei e il mare (citazione azzeccata!). Capisco la morale, che quel tipo di amore è la vera magia e il sacrificio non è rinunciare a qualcosa ma guardare insieme nella stessa direzione (sono in vena di citazioni, oggi), però mi è sembrato forzato, come se a tutti i costi volesse fare una storia realista (per quanto possibile), penalizzando la magia. E' un vero peccato. Forse lo avrei assimilato meglio ed accettato con più facilità se vi avesse dedicato più pagine, ma magari c'era un limite imposto... va be'. Resta il fatto che è il pezzo che mi ha fatto piangere di più, appunto per il modo speciale con cui l'autrice sa raccontare.

In conclusione: una raccolta che vale la pena di avere sullo scaffale. E' già deciso, lo compro!




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